Vecchiano Civica e la Torre Campanaria di Vecchiano

Politica
Vecchiano
Venerdì, 26 Giugno 2026

la lista diopposizione in Comune, ricorda come grazie ad un intervento del consigliere Sbragia si è arrivati alla sistemazione dell'orologio della Torre Campanaria

Questo il comunicato stampa

"Quest'amministrazione è ferma, ferma come la torre Campanaria, che segna l'ora esatta solo due volte al giorno", così ha esordito Roberto Sbaglia, consigliere comunale e Capo gruppo di Vecchiano Civica, nello scorso consiglio comunale del 30 aprile 2026. Il 23 giugno, esattamente 56 giorni dopo, nella piazza di Vecchiano compaiono una serie di avvisi, dove l'amministrazione si appresta alla riparazione dell'orologio della torre civica. Se la mia affermazione è servita allo scopo ben venga, e che nessuno si prenda il merito perchè, come ho sempre sostenuto, non ci sono ne vinti ne vincitori ma solo opere per il bene del nostro territorio. 
Vorrei solo ricordare che :“la nostra torre campanaria è resilienza, di come davanti ad uno strumento di guerra, i vecchianesi di allora, con umana metamorfosi, lo resero un faro per la comunità”.
La Torre Civica, meglio conosciuta come “Torre Campanaria”, è il promemoria di una verità senza tempo, è la pietra che, posata oltre mille anni fa, oggi è simbolo, è comunità.
La sua storia non ha uno spensierato prologo, non nasce da preghiere e ritocchi, narra invece del fragore del ferro, delle grida dei soldati, dell'odore acre degli assedi; esatto la Torre Campanaria viene creata per un unico e brutale scopo, la guerra, probabilmente come torre di avvistamento. 
All'interno di un allora Toscana frammentata, la torre Campanaria, era posta sulla linea del fronte, in una "terra di nessuno", contesa tra la Repubblica di Pisa e il Comune di Lucca. 
Se il passato lo conosciamo, e da questo dovremmo trarre preziosi insegnamenti per un presente consapevole, tornando agli albori, pare quasi si parli di una storia già scritta.
 Si parlava di frammentazione allora e di divisione adesso, si attribuiva a Vecchiano l'appellativo "terra di nessuno" allora, ed  oggi è necessario porre nuovamente l'accento su una manutenzione, una cura consapevole e doverosa da parte di chi ha volutamente scelto, si spera con cognizione,  di amministrare il territorio. 
Ma in tutte le storie, arriva un momento, un punto in cui l'umana consapevolezza prende il posto dell'incuria amministrativa; c'è chi lo chiama destino. È proprio in questo destino che, per la torre campanaria allora come per i vecchianesi adesso, oltre le mura rase al suolo, al diradarsi della polvere si intravede un'enorme consapevolezza. La Torre Campanaria era ed è ancora qui. 
Un'anima di umana ostinazione non può e non deve essere data per scontata, mai" afferma Roberto Sbragia. "È per questo che, assieme al mio gruppo abbiamo posto l'attenzione sul tema e siamo ben lieti che la consapevolezza sia arrivata”. 
Non siamo condannati ad essere definiti dal nostro passato più violento, ma possiamo sempre prendere le nostre fortezze difensive, i nostri muri rimasti soli, e trasformarli in ponti, in musica, in comunità. Come Vecchianese, consapevole del ruolo che ricopro, ho un'enorme rispetto per ogni singolo movimento di lancette che la nostra torre Campanaria ha fatto e può ancora fare. 

Gruppo Vecchiano Civica
 

redazione.cascinanotizie