Vertenza Biancoforno, la Flai-Cgil dopo la sentenza sugli orari di lavoro: "L'azienda rispetti i diritti dei dipendenti"

Cronaca
Calcinaia
Giovedì, 22 Ottobre 2026

Il sindacato interviene sulla decisione della Corte d'Appello del 20 ottobre, critica la posizione dell'azienda che annuncia ricorso in Cassazione e considera nullo l'accordo sottoscritto tra Biancoforno e Cisl

Nuovo capitolo nella vertenza Biancoforno.

Dopo la sentenza del 20 ottobre con cui la Corte d'Appello, secondo quanto riferito da Flai-Cgil Pisa, ha riconosciuto le ragioni di un lavoratore nella controversia sugli orari di lavoro, il sindacato torna a contestare l'organizzazione dei turni aziendali.

Nel mirino anche la decisione annunciata da Biancoforno di ricorrere in Cassazione e l'accordo sottoscritto con Cisl Pisa sul cosiddetto "tempo tuta", ritenuto illegittimo dalla Cgil.

Il sindacato ribadisce la volontà di proseguire nella tutela dei dipendenti, mantenendo aperta la possibilità di un'intesa con l'azienda.

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Ha scritto Flai-Cgil Pisa.

Tempi di vita e dignità non sono in vendita: la Corte d'Appello dà ragione ai lavoratori contro gli orari illegittimi di Biancoforno.

Il 20 ottobre la Corte d’Appello ha restituito dignità a un lavoratore e ha messo un punto fermo su una realtà inaccettabile: quella di essere costretti, per anni, a vivere con lo stipendio in tasca e il telefono in mano, in attesa di sapere, all'ultimo momento, l'orario di entrata del giorno successivo, senza conoscere, però, quello di uscita.

Abbiamo sempre denunciato l'assenza di un orario di lavoro regolare e definito. L'azienda ha dimostrato una linea incoerente: prima negava la realtà dei fatti, poi ha iniziato a sostenere che le proprie esigenze produttive potessero giustificare qualsiasi modalità organizzativa e lavorativa, come se il bisogno di fare profitto potesse cancellare le leggi, il codice civile e la dignità di chi lavora.

Oggi Biancoforno, di fronte alla sentenza, sostiene che i giudici non abbiano compreso le sue necessità. Rileviamo con rammarico come, anziché cogliere l'occasione per una seria auto-critica, il vertice aziendale preferisca annunciare il ricorso in cassazione e puntare il dito contro la FLAI-CGIL. 

Non possiamo poi tacere sull'accordo sottoscritto dall'azienda con un'altra organizzazione sindacale. Un'intesa finalizzata per essere esibita nelle aule di tribunale contro i lavoratori che rivendicavano il giusto riconoscimento del "tempo tuta". Riteniamo pertanto quell'accordo del tutto illegittimo, in quanto rivolto ad eliminare diritti individuali dovuti.

La CGIL si limita a svolgere la mansione per cui è nata 130 anni fa: fare sindacato. E fare sindacato significa difendere la dignità del lavoro, far rispettare le regole ed evitare che il tempo delle persone venga trattato come una merce a disposizione del miglior offerente. 

Continueremo a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori con ogni mezzo legittimo a nostra disposizione. 

Relativamente alle cause in corso, precisiamo che l'azienda dovrà rapportarsi esclusivamente con i legali incaricati.

Confermiamo la nostra disponibilità a valutare e prendere in esame qualsiasi proposta formale di accordo che l'azienda vorrà inviarci, a patto che le bozze trasmesse tengano conto di quanto già formalizzato e inviato da parte nostra.

 

 



 

redazione.cascinanotizie