Vicopisano, Filippi: "Differenziata al 77% entro il 2027. Serve una gestione concreta del ciclo dei rifiuti"

Politica
Vicopisano
Martedì, 4 Agosto 2026

L'assessore Juri Filippi illustra i dati sulla raccolta differenziata e sulla Tari (in calo dell'1,5%) dopo l'approvazione delle tariffe 2026. Nel suo intervento sostiene la necessità di coniugare aumento del riciclo e impianti per il trattamento del rifiuto residuo

Dopo l'approvazione delle tariffe Tari 2026 da parte del consiglio comunale di Vicopisano, l'assessore all'ambiente Juri Filippi interviene nel dibattito sulla gestione dei rifiuti, illustrando i dati relativi alla raccolta differenziata e alle prospettive del servizio.

Filippi evidenzia la riduzione del rifiuto indifferenziato registrata nel Comune grazie alle nuove modalità di conferimento e sostiene la necessità di incrementare ulteriormente la raccolta differenziata, affiancandola però a impianti di trattamento per la quota residua di rifiuti non riciclabili.

 

Ha scritto Juri Filippi, assessore del Comune di Vicopisano.

Con il consiglio comunale di fine Luglio abbiamo approvato le tariffe Tari 2026 che finalmente avranno per le famiglie un piccolo segno meno.
Costeranno mediamente l'1,5 % in meno.

Solite polemiche della minoranza in Consiglio Comunale riguardo ai rifiuti e qualche presa di posizione poco scientifica da parte dI alcune persone.
Non serve rispondere.
Più utile semmai snocciolare alcuni dati sulla situazione reale nell'Area che ci interessa, l'ATO Costa.
E quali sono alcuni provvedimenti presi dal Comune.

Il tema, lo so bene, non porta consenso, lo metto in conto in anticipo e naturalmente non mi farò trascinare in alcuna rissa verbale.

Tuttavia argomentare, raccontare, anche con la corrente contraria, è un dovere per un amministratore pubblico, un balsamo per la democrazia.
Sapere i come e i perché, anche quando non si condivide, è fondamentale.
Una piccola riserva di carburante per alimentare il dialogo e l'informazione da parte delle istituzioni. Almeno quelle più vicine.
Mettere sul  piatto quantità e grandezze, tonnellate e euro affinché almeno i dati di partenza siano reali, poi ognuno, giustamente,  sviluppa le proprie considerazioni.

Per ciò che concerne i rifiuti lo stato ha diviso il territorio nazionale in ATO, ambiti territoriali ottimali.
La Toscana, 3,66 milioni di abitanti, è divisa in tre ATO.
Apparteniamo all'ATO COSTA, quattro province, Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara.
1,3 milioni di abitanti.
Il soggetto al quale ATO COSTA  ha affidato il servizio per 15 anni è Retiambiente. Retiambiente si avvale dell'operatività di 11 società operative locali, le SOL. Per la Provincia di Pisa la SOL unica è Geofor.  Le altre tre province hanno più società operative.
Retiambiente gestisce annualmente circa 800.000 tonnellate di rifiuti.
Circa IL 25%, 200.000 tonnellate, sono di indifferenziato. 

L'indifferenziato a Vicopisano, nel quadrimestre marzo - giugno 2026, quadrimestre interessato dal provvedimento del sacchetto contingentato e codicizzato, è passato da 453 a 314 tonnellate. 
139 tonnellate in meno di indifferenziata in 4 mesi con una riduzione ad ora del 30%.
La proiezione annua sarebbe di passare, nel Comune, dalle 1640 tonnellate di indifferenziato prodotto nel 2025 a 1200 nel 2026 e 1140 per gli anni successivi.
Nel 2025 sono state 5033 le tonnellate di rifiuti urbani totali prodotti. Se il dato resta stabile e nel 2027 l'indifferenziato si attesta a 1140 tonnellate significa una percentuale di differenziata del 77 %. 
Notevole balzo in avanti.

500 tonnellate in meno di indifferenziato. Considerando che il solo conferimento a discarica costa 130 euro a tonnellata, vorrebbe dire poter risparmiare per calmierare la tariffa anche per l'anno 2028. Con il metodo Arera infatti i benefici maggiori di questo provvedimento si vedranno tra due anni.

Mi direte, ma la Tari aumenta comunque.

Quest'anno il piano finanziario registra una diminuzione del 2,72 % e una riduzione simile per le utenze domestiche (UD). Stabili o con aumenti intorno all'1 % quelle delle utenze non domestiche.
L'anno prossimo il piano finanziario diminuirà di un ulteriore 1%.

E' poco? Sicuramente!
Però in un'epoca di guerre, aumento indiscriminato dei carburanti, adeguamenti salariali importanti e inflazione certificata ISTAT al 2,6% non è un risultato da buttare via.

Sempre per il nostro Comune è giusto citare almeno altre 3 cose tra le tante:
Abbiamo quasi 500 compostiere domestiche distribuite nei giardini e negli orti, che non rientrano nei conteggi per la percentuale di differenziata e che la alzerebbero ulteriormente.
Abbiamo introdotto i mastelli per la carta con un netto miglioramento del decoro urbano.
Abbiamo introdotto il  mastello di plastica dura per gli sfalci e le potature che li rende riciclabili e riutilizzabili. 
Con i sacchi di plastica che si rompevano e mischiavano al verde si aveva una massa indistinta che in gran parte finiva a discarica, generando ulteriori costi.

Partendo da questi dati reali e non dalle fantasie e dalle utopie irrealizzabili, la logica amministrativa porta ad alcune considerazioni naturali.

1 Bisogna premere sul legislatore nazionale perché faccia leggi per ridurre imballaggi e agisca sui produttori. 
Obiettivo primario e imprescindibile deve essere la riduzione dei rifiuti generati.
2 Bisogna portare la differenziata ai massimi livelli possibili per favorire l'economia circolare e il recupero di materia. Alcuni Comuni, che sono partiti prima di noi sono intorno all'85%.
Sono esempi virtuosi ai quali tendere e da prendere come modelli.
Sarà però complicato per città più grandi e complesse, con ospedali, università, pendolari, spiagge e località balneari, turismo di massa....  come Livorno o Pisa arrivare a queste percentuali.
3 Anche ammettendo di riuscirci, ci sarà un 15% di indifferenziato. Nel nostro ATO questo 15% (rispetto alle 800.000 tonnellate di rifiuti urbani prodotti) equivale a 120.000 tonnellate. 
D'altra parte anche il riciclo di carta, plastica, alluminio comporta la creazione di ulteriori scarti. Altre tonnellate da considerare indifferenziato.
Non è ipotizzabile che il nostro ATO possa scendere al di sotto delle 200.000 tonnellate di indifferenziato da smaltire ogni anno.

Le normative internazionali dicono chiaramente che dal 2035 si potrà conferire a discarica massimo il 10% dei rifiuti urbani prodotti  (Direttiva UE 2018/850). Il resto dovrà andare necessariamente negli impianti di incenerimento.
Tutti gli studi scientifici dicono che una discarica ha un impatto ambientale molto superiore rispetto ad un termovalorizzatore moderno. 
Il progetto per il nostro Ato è quello di un ossicombustore.

Francia e Regno Unito, Cina e Stati Uniti, Spagna, Germania, Canada, fanno la scelta della termovalorizzazione.
E' giusto aggiungere a questo punto che alcune città importanti italiane, non avendo impianti di prossimità, mandano l'indifferenziato in inceneritori di Olanda, Germania e nord Europa al costo di 270/280 euro a tonnellata.
Il doppio del costo di conferimento che il nostro ATO paga a Peccioli. A tutto ciò si aggiungano i camion per il trasporto e le conseguenze su traffico e inquinamento.

E' stata stimata in circa 50 milioni annui la perdita di risorse della Regione Toscana per la mancanza di impianti di riciclo o termovalorizzazione nella regione stessa.
Degli oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti annualmente infatti, almeno la metà va in impianti fuori regione o all'estero.

Questa è la realtà attuale. 
Ecco allora che abbiamo una sola strada razionale. 
Da un lato pretendere dai governi e fare personalmente scelte radicali di abbassamento dei consumi. 
Personalmente ho la compostiera domestica, gli avanzi di cibo e tutto l'organico di casa mia, di mia madre e di mio fratello finisce lì e poi diventa concime per il nostro giardino.
Quando taglio l'erba la "ammucchio" in un angolo del giardino e aspetto che marcisca e cali. Cerco di prendere pochissimi aerei perché i voli consumano un'infinità di carburante. Uso i mezzi pubblici il più possibile. Anche nel mio lavoro di rappresentante, tutte le volte che è possibile uso il treno anziché la macchina. Porto vestiti che portavo anche 10 o 15 anni fa e non ho mai cambiato i mobili di casa....

Sono notazioni personali ed è sempre sbagliato utilizzarle come argomentazioni in un contesto che diviene pubblico.
Lo faccio esclusivamente per dire che le scelte di un amministratore non possono rispecchiare solo i propri convincimenti, ma debbono leggere una realtà per intero e nella sua globalità. Debbono leggere le esigenze, forzate o meno, comunque disparate di un'intera comunità.
Quasi sempre abitudini di vita molto distanti dalle nostre hanno ragioni peculiari e intrinseche che hanno una loro logica, loro motivazioni spesso noblili oppure ineludibili.
Faccio due esempi.
Quando si ha un familiare stretto molto lontano non è forse sacrosanto raggiungerlo più volte possibile in aereo?
Per una famiglia con orari di lavoro stringenti non è forse necessario fare uso di cibi già pronti e con imballaggi salva tempo?

Come detto i paesi più avanzati si muovono in due direzioni
1 Potenziare la differenziata 
2 Per la parte restante costruire impianti di termovalorizzazione. La sfida, l'unica, vera, fondamentale è di farli più efficienti e sicuri. La tecnologia e l'innovazione possono darci soluzioni che ad ora neanche immaginiamo.

Convincere una civiltà intera a cambiare stile di vita e rinunciare a certe comodità è una missione molto difficile e comunque richiede decenni o generazioni.  
Sempre che non accada, come in alcuni comuni sta già accadendo, che il Sindaco e la giunta decidano di tornare al cassonetto con un calo inevitabile sia della percentuale che della qualità della differenziata.

Un amministratore ha il dovere di portare con se, nelle proprie tasche, una visione a 10 o 20 anni ma nello stesso tempo deve gestire al meglio domani, tra una settimana, tra un mese, tra un anno.
Continueremo a farlo provando a tenere la barra dritta sulla visione ambientale che ci innerva ma anche senza trascurare il principio della realtà e della concretezza.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie