Quando Pisa arrivò in Serie A
Dal sogno di un gruppo di ragazze ai campi del massimo campionato italiano: la straordinaria impresa del Pisa Calcio Femminile
L'impatto con la Serie A fu emozionante.
Per la prima volta il Pisa si trovò ad affrontare alcune delle società più importanti del panorama nazionale, squadre che avevano già scritto pagine fondamentali della storia del calcio femminile italiano.
Per molte calciatrici significò disputare partite che, fino a pochi anni prima, sembravano irraggiungibili.
Arrivarono così le sfide contro realtà prestigiose come Modena, Bardolino Verona, Reggiana, Lazio, Torino, Milan, Agliana e molte altre protagoniste di quegli anni.
Ogni partita diventava un banco di prova.
Ogni punto conquistato aveva il sapore di una piccola impresa.
Ogni trasferta rappresentava un'esperienza nuova.
Ogni punto conquistato aveva il sapore di una piccola impresa.
Eppure il Pisa dimostrò fin da subito di meritare quel palcoscenico.
Una squadra costruita sul talento
Se la società aveva saputo crescere, gran parte del merito era anche di un gruppo di calciatrici che, negli anni, aveva raggiunto una maturità tecnica ormai evidente.
Fra le protagoniste spiccava Michela Ulivieri. Attaccante di grande personalità, avrebbe legato il proprio nome non soltanto al Pisa, ma anche alla Nazionale italiana.
Accanto a lei brillavano Patrizia Sberti, attaccante generosa e determinata, Daniela Ardeti, Giulia Perelli, Alessandra Pallotti, Caterina Tranquillo, Elena Molesti, Valentina Bichi, Barbara Falca, Patrizia Murgo, Tina Salvatore, Cristina Mitola, le sorelle Aldegonda ed Elvira Pitanti e tante altre protagoniste di quella splendida avventura.
A rendere ancora più competitiva la squadra contribuirono anche alcune delle rare giocatrici straniere viste con la maglia del Pisa, come la portiera francese Abigail Noli e la difensora danese Bonnie Madsen, testimonianza di una società ormai capace di guardare anche oltre i confini italiani.
Da Pisa alla maglia azzurra
Ma il riconoscimento più prestigioso arrivò dalla Nazionale.
Le convocazioni in azzurro dimostrarono come il lavoro svolto dalla società avesse raggiunto livelli di assoluta eccellenza.
Patrizia Sberti, con 17 presenze e 3 reti, Alessandra Pallotti, con 15 presenze, e Michela Ulivieri, convocata per due volte, vestirono la maglia della
Nazionale quando erano ancora giocatrici del Pisa.
Negli anni successivi anche Giulia Perelli, arrivata in nerazzurro da giovanissima, avrebbe esordito in azzurro proprio da calciatrice del Pisa, iniziando un percorso che la porterà complessivamente a collezionare 66 presenze con la Nazionale maggiore.
Per una società di provincia rappresentava un risultato straordinario.
Quelle convocazioni certificavano che a Pisa non si stava soltanto giocando a calcio, si stavano formando calciatrici capaci di raggiungere il massimo livello nazionale.
Un patrimonio per tutta la città
Guardando oggi quelle fotografie viene spontaneo soffermarsi sulle maglie nerazzurre, sui volti sorridenti, sugli sponsor stampati sul petto.
Ma dietro ogni immagine c'è molto di più.
C'è una società costruita con passione, dirigenti che hanno creduto in un progetto quando il calcio femminile era ancora considerato uno sport di nicchia, allenatori che hanno saputo valorizzare le proprie ragazze e un gruppo di calciatrici che, domenica dopo domenica, ha portato il nome di Pisa sui campi più importanti d'Italia.
Forse è proprio questo il lascito più importante di quella squadra.
Dimostrare che anche a Pisa il calcio femminile poteva crescere, appassionare e raggiungere livelli d'eccellenza.
Oggi molte di quelle protagoniste hanno intrapreso strade diverse. Alcune sono rimaste nel mondo dello sport, altre hanno cambiato completamente vita. Ma ciò che costruirono insieme, tra gli anni Ottanta e Novanta, resta una delle pagine più straordinarie della storia sportiva di Pisa.
Ed è una storia che meritava di essere raccontata.
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